MiniRugby: Concentramento under 11 del 15 febbraio

serboli-08-gellus (21).jpgSi dice spesso che il rugby assomigli ad una battaglia simulata. Fin dall’antichità l’appartenenza ad uno schieramento era rappresentata dalla cura degli addobbi degli armamenti e dalle finiture dei guerrieri e delle loro montature. Serviva inoltre per distinguere i reparti in battaglia e

per amalgamarne lo spirito guerriero.

Lo era per gli Immortali di Dario, lo era per la Falange di Alessandro; le legioni romane poi esaltavano al massimo tale appartenenza nel Vessillifero, che brandiva il simbolo della legione proprio al centro della battaglia. Napoleone riprese l’uso del simbolo delle aquile sugli stendardi come gli antichi romani: Il più grande disonore  per un reparto era perdere la propria aquila.
Lo sport, che in generale media idealmente lo scontro bellico, esalta la competizione propria dell’uomo, facendolo appartenere a una o all’altra squadra.
In pochi altri sport si assiste, come nel rugby, ad un vero culto per la propria maglia.
E il 15 Febbraio per il Rugby Arezzo è una data importante: sono scese in campo ben due formazioni con le maglie del Vasari.
Abbiamo chiesto ai nostri piccoli guerrieri di essere all’altezza di tale onore e di comportarsi come sempre nel loro vissuto rugbystico.

Hanno risposto in modo esemplare sia i "veterani"usciti dal campo ancora una volta imbattuti, sia i più "giovani" che hanno dimostrato una grande grinta.

Non abbiamo lasciato nessuna possibilità alla pur sempre ottima formazione del Firenze, che mai ci ha sconfitto in questa stagione. Stesso discorso per il Sesto, che però per un tempo, il primo, è stato meritatamente in vantaggio. Tuttavia ancora una volta i Vasariani hanno voluto esprimersi al meglio in campo ed hanno ribaltato il risultato in un crescendo di volume di gioco nel secondo tempo.
La partita più bella del concentramento è stata quella tra i "veterani" del Prato e di Arezzo, che in questa stagione stanno giocando il miglior rugby in Toscana a livello di under 11.Hanno vinto nettamente per 3 a 0 i giovani aretini, ma il risultato non deve ingannare: è stata partita vera, tiratissima e con un gioco proprio ben "strutturato"da ambo le parti. I nostri hanno impedito il possesso dell’ovale all’avversario e lo hanno costretto a giocare sempre schiacciato in difesa. L’assedio asfissiante portava spesso alla perdita dell’ovale da parte del Prato: Una volta recuperata la palla le martellanti percussioni di Mancini, Renzetti,  Cojocaru sbriciolavano la difesa e con fulminee azioni al largo l’Arezzo andava per 3 volte in meta con azioni imprevedibili, grazie alle ottime finte del duo Scartoni – Panarese, veramente indiavolati. Ottima la prova di Mori alla mediana. Questa squadra fa però del collettivo il proprio punto di forza, nel vero spirito del rugby in cui si vince e si perde tutti assieme.

I giocatori scesi in campo: Iacopo Bianchi, Maddalena Bisaccioni, Florinel Ionut Calugaru, Teodor Cojocaru, Madalina Iuliana Comorasu, Giacomo Denna, Misket Hasani, Michele Mancini Parri, Lapo Maranini, Andrea Montaini, Riccardo Mori, Luigi Panarese, Matteo Piergentili, Luca Renzetti, Andrea Scartoni, Lorenzo Sgrevi, Alessandro Vanni.

Allenatore: Stefano Carraro  
Grande la felicità per le nostre nuove maglie. Finalmente avremo l’onore di accompagnare in campo la Prima Squadra sotto le stesse insegne.
 

Stefano Carraro